Oggi il Papa ha parlato chiaramente della battaglia al male in cui dobbiamo impegnarci. Tutti, ovunque e - come piace dire a tanti - senza se e senza ma. Significa, in questo caso, farlo con un solo motto, o slogan visto che vanno di moda.
Vade retro, Satana.
Facile da ricordare e da dire quando è necessario.
Ah, se avessi saputo quanto era importante la formula, una e una volta sola. Sogno, sono desta?
Ecco cosa ha detto oggi il Papa nell’Angelus: “Mercoledì scorso, con il digiuno e il rito delle Ceneri, siamo entrati nella Quaresima. Ma che significa “entrare in Quaresima”? Significa iniziare un tempo di particolare impegno nel combattimento spirituale che ci oppone al male presente nel mondo, in ognuno di noi e intorno a noi. Vuol dire guardare il male in faccia e disporsi a lottare contro i suoi effetti, soprattutto contro le sue cause, fino alla causa ultima, che è Satana”.
Mi permetto di ringraziere con tutto il mio piccolo cuore il Santo Padre Benedetto XVI per aver parlato di quello che sul nostro giornale da tempo indico come un nemico reale, quotidiano e spaventoso, almeno per me. Il Papa so che ne conosce gli effetti ed è preparato. Lo ringrazio per aver evocato l’Innominabile, dandomi la possibilità nell’atto di fede di ricollocare Cristo sopra ogni cosa.
E ora credo che tutti possiamo parlare davvero di Satana, che non è un bar di giovani scapigliati, un’associazione, un cd, un gruppo musicale, ma una minaccia reale di piegamento al male, il peggior male assoluto, quello che uccide l’Uomo e la sua Verità.
Satana esiste e opera. E noi dobbiamo coalizzarci per spezzarne le facoltà, per impedire il sacrificio orrendo, per diffondere la luce al posto delle tenebre, che sono il buio della ragione e la fine della fede.
La fede è la Luce, il Sole, la migliore energia alla quale attingere, è l’elevazione di ogni pensiero e la consacrazione di ogni nostra azione al bene e all’amore. Per noi stessi, per gli altri, soprattutto verso i più bisognosi, per la natura nella quale siamo immersi.
La fede non è la testimonianza solo dei Santi, la pratica quotidiana dei sacerdoti, la scelta dei misericordiosi, la capacità dei più sensibili.
La fede è il bisogno antico e moderno. Il bisogno di tutti gli uomini, che devono affrontare la libertà nella quale sono immersi affidandosi alla guida dell’unica e possibile stella che può dare la rotta a noi cittadini universali, piccoli e smarriti naviganti dell’universo. La fede è la direzione, quella che si chiama in Dio la Rosa dei venti.
”Combattere - ha detto oggi il Papa - non significa scaricare il problema del male sugli altri, sulla società o su Dio, ma riconoscere le proprie responsabilità e farsene carico consapevolmente. A questo proposito risuona quanto mai urgente, per noi cristiani, l’invito di Gesù a prendere ciascuno la propria “croce” e a seguirlo con umiltà e fiducia (cfr Mt 16,24)”.
Chi legge questo sito, anche se talvolta con scetticismo o disappunto per la mia insistenza nel chiedervi di ascoltare e riflettere sul messaggio e progetto divino, sa che da tempo scrivo come Dio comanda: e cioè che è giunto il tempo di rinnovare l’atto di fede di Costantino. Abbracciare la Croce e affermare il potere dell’amore. In tutte le direzioni. Vedete, ecco la Rosa dei venti. La rosa è l’amore di Maria che dona suo figlio, Gesù, per la comprensione del mistero della fede. In nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. La tensione universale, la via del dialogo in Dio, l’unico potere a cui affidare noi stessi, il nostro totale e asservito impegno.
“La croce, per quanto possa essere pesante, non è sinonimo di sventura, di disgrazia da evitare il più possibile - ha spiegato oggi il Papa -, ma opportunità per porsi alla sequela di Gesù e così acquistare forza nella lotta contro il peccato e il male. Entrare in Quaresima significa pertanto rinnovare la decisione personale e comunitaria di affrontare il male insieme con Cristo. La via della Croce è infatti l’unica che conduce alla vittoria dell’amore sull’odio, della condivisione sull’egoismo, della pace sulla violenza. Vista così, la Quaresima è davvero un’occasione di forte impegno ascetico e spirituale fondato sulla grazia di Cristo”.
Poi il Papa ha parlato della provvidenziale coincidenza della Quaresima con il 150° anniversario delle apparizioni di Lourdes: “Quattro anni dopo la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione da parte del beato Pio IX, Maria si mostrò per la prima volta l’11 febbraio del 1858 a santa Bernadette Soubirous nella grotta di Massabielle. Seguirono altre successive apparizioni accompagnate da eventi straordinari, e alla fine la Vergine Santa si congedò rivelando alla giovane veggente, nel dialetto locale: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Il messaggio che la Madonna continua a diffondere a Lourdes richiama le parole che Gesù pronunciò proprio all’inizio della sua missione pubblica e che noi riascoltiamo più volte in questi giorni di Quaresima: “Convertitevi e credete al Vangelo”, pregate e fate penitenza. Accogliamo l’invito di Maria che fa eco a quello di Cristo e chiediamoLe di ottenerci di “entrare” con fede nella Quaresima, per vivere questo tempo di grazia con gioia interiore e generoso impegno”.
Ma di questo vorrei parlarvi, con umiltà e con il dono della grazia.
Infine il Sommo Pontefice di Roma ha annunciato che lunedì si celebra, in memoria della Madonna di Lourdes, la Giornata Mondiale del Malato. “Saluto con tutto il cuore i pellegrini che si raduneranno nella Basilica di San Pietro, guidati dal Cardinale Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio della Salute - ha detto il Papa -. Purtroppo non potrò incontrarli perché questa sera inizierò gli Esercizi Spirituali, ma nel silenzio e nel raccoglimento pregherò per loro e per tutte le necessità della Chiesa e del mondo. A quanti vorranno ricordarmi al Signore, dico fin d’ora il mio grazie sincero”.
La penserò tanto Santo Padre, e prego con Lei. Anche io ho imparato ad ascendere in Lui. E parlo con Dio, come al telefono.
Donatella Papi