Una mamma nomade rapisce il suo bimbo, glielo avevano portato via

rom28Una mamma nomade ha fatto la sciagurata cosa di cercare di rapire il suo bambino dal centro in cui era ospitato per riprenderselo. Il bimbi ha tre anni, è stato tolto alla madre dal tribunale dei minori per incapacità educativa (il padre è sconosciuto).
E’ stato rapito ieri sera da un centro di accoglienza di Ripaberarda (Ascoli Piceno), ma è stato ritrovato poche ore dopo a Chiaravalle (Ancona). Le sue condizioni di salute sono buone. Per il sequestro i carabinieri hanno arrestato 4 persone. L’allarme è scattato poco dopo le 20, quando tre persone con il volto travisato e armate di coltello hanno fatto irruzione nella casa di accoglienza, strappando il bimbo con la forza alle operatrici in turno. Tutti arrestati.
Il bambino, M. A., è figlio di una nomade italiana originaria di Mazara del Vallo (Trapani), domiciliata con altri familiari a Chiaravalle. La donna è stata arrestata con l’accusa di sequestro di persona insieme a tre parenti suoi complici, che avrebbero materialmente rapito il bambino.
Sicuramente il Tribunale ha agito per il bene del bambino. Questo dobbiamo dirlo, non perchè le mamme nomadi siano tutte incapaci di amare i loro figli. Anzi, li amano moltissimo, e non sono affatto pronte a separarsi da loro. Sono capaci di tutto, come dimostra questo tragico episodio. Devo dire che se mi portassero via mio figlio con la forza farei di peggio, soprattutto se non sono malata o incapace ma solo povera.
La maggior parte delle mamme nomadi sono povere: povere di mezzi, di informazioni, di regole, di cure necessarie che mettono a dura prova e rischio la vita dei loro figli. Io le vedo, ci sto in mezzo e mi affanno a spiegare loro gli errori e le cose da fare. Ci vuole molta pazienza, sono persone da tanto tempo esiliate dalla civiltà e occorre un lavoro profondo. Ma non per questo si può pensare che i figli dei nomadi siano il serbatoio delle adozioni. O qualcosa di peggio. Non voglio giustificare nessuno nè cercare colpe, ma ci sono anche casi di bambini tolti con molte pretestuosità.
Penso che questo caso non ci debba far dire che la mamma nomade ha solo sbagliato e va punita, ma che occorre agire per rendere degna della maternità ogni donna. Anche quelle più in difficoltà. Che poi, vi assicuro, diventano mamme meravigliose. 

4 Risposte

  1. Lo studio della Fondazione Migrantes, che è emanazione della CEI, spiega come ci sia leggerezza nel portar via i babini alle donne rom.

    Spesso solo per un senso di egemonia culturale da parte degli operatori coinvolti, si veda

    http://www.genitoriche.org/php/printable_art.php?id_content=2207

  2. Ringrazio molto per l’ interessante segnalazione. E’ un documento molto utile per me.

  3. sono la mamma del bambino che e stato rapito voglio molto bene a mio figlio e mi manca tantissimo aiutami gente vi prego

  4. Cara Maria,
    grazie per essersi rivolta qui. Sento la sua disperazione e la capisco, le sono vicina e vorrei aiutarla. Per questo ho pubblicato la sua vicenda, seria e grave.
    Come posso mettermi in contatto con lei?
    Le lascio una mail info@comincialitalia.net
    Mi invii qui il suo numero di telefono e io la chiamerò.
    Sono certa potremo fare qualcosa.
    La abbraccio forte forte.
    Ciao mamma Rom. A presto.
    Donatella

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