Il natale dei poveri è la tragedia dei senza casa e lavoro

rombabyA Pisa circa 60 famiglie di Rom romeni hanno cominciato a combattere per il lavoro e la casa, le due condizioni che definiscono il vivere umano. A Parigi un gruppo di senza tetto ha occupato un albergo di lusso della città lumiére. I nomadi di Pisa invece combattono con la determinazione e le parole. Hanno cominciato a diffondere lettere aperte per descrivere  e far conoscere la loro insopportabile condizione e abbattare pregiudizi e indifferenza contro un modo di pensare che è una prigione. “I Rom non lavorano”.

Ho pubblicato la loro lettera e voglio aggiungere qualcosa in proposito. E’  di oggi la notizia che una Rom romena di 32 anni è morta a Roma nella sua baracca nella pineta di Castelfusano  col suo bimbo di tre anni perchè aveva acceso un fuoco per scaldarsi. Era arrivata a Roma da pochi giorni per passare il natale col marito. Li hanno trovati carbonizzati, la donna e il bimbo.

Come ha osservato il Papa nella messa di Natale, la povertà è una condizione che va dilagando nonostante abbiamo più mezzi e più tecnologie, più medicine e progresso. Questo deve farci riflettere. Significa che non stiamo progredendo ma che l’avidità dell’uomo e gli interessi hanno occupato tutto e stanno determinando condizioni di disagio e sofferenza.

Occorre una scossa morale, occorre selezionare la classe dirigente e portare alla guida dei Paesi solo persone con il riconoscimento della moralità. E ciò coincide con il credo e il rispetto del senso alto della vita, in qualunque cultura e religione. Occorre premiare gli uomini e le donne umili, che chinano il capo e operano per il bene del prossimo. Come esigenza sociale universale. O così o il mondo non ce la fa, ha detto il Papa. Occorre selezionare loro come fino ad ora essi hanno selezionato noi, in base ai loro interessi. Occorre acquisire una coscienza del disagio, che non riguarda più solo i poveri ma rende poveri un numero sempre più grande di individui.  

Ci sono famiglie italiane, straniere e di disagiati che combattono per il lavoro. A un terzo della società italiana mancano il lavoro e la casa. Questa modalità di procurare sofferenza ai più deboli è cattiveria umana. Lo dimostro raccontando, proprio oggi, che anche Gesù è nato in questo disagio. Sua madre e suo padre cercavano una casa, ospitalità, ma ricevettero quello che ricevono oggi allo stesso modo miliardi di persone. Porte chiuse.

Perchè? Probabilmente perchè quei poveri e disagiati sono quelli più vicini a Dio e più lontani dal potere. Ecco l’elemento che le nazioni, i governi e le istituzioni non valutano pienamente. I complici del potere abitano case di lusso, hanno lavoro facili e di facili guadagni, gli umili devono patire. E tra gli umili i nomadi, la popolazione più colpita, più esiliata, più discriminata. Essi sono rimasti al tempo di Gesù: non hanno casa, non hanno accoglienza, non hanno comprensione, non hanno umano amore. Carità e misericordia. 

Per questo gli zingari sono secondo me  ”sacri”, il popolo di Dio. Perchè essi come Gesù sono costretti a stare nelle capanne e a scaldarsi…magari scegliessero il bue e l’asinello. Non morirebbero.

Ecco la lettera dei Rom di Pisa. Vivo questo Natale con il pensiero della mamma e del suo bimbo di tre anni morti nella baracca di Castelfusano a Roma, alle porte della scintillante città Eterna come una madonna e il suo bambino di dolore e pena dimenticati.  Ma la sofferenza dei poveri sarà la colpa dei ricchi.  I poveri devono alzare la testa.

Denuncia, i Rom romeni dei Campi di Pisa: “Vogliamo lavorare”

rom211Pubblico questa lettera aperta dei Rom romeni dei Campi di Pisa perchè dimostra la difficoltà che viene posta ai nomadi anche quando hanno volontà di integrarsi. E le condizioni di assoluta indifferenze delle autorità italiane verso una popolazione fortemente discriminata.

Siamo dei Rom rumeni, siamo circa 60 famiglie. Viviamo nella citt’  di Pisa, nelle baracche in condizioni non buone, senza acqua e senza luce.
Noi non vogliamo vivere nelle baracche. Siamo costretti a vivere nelle baracche perchè non ci è data  la possibilità  di prendere una casa: il Comune non ha interesse ad aiutarci a trovare una casa. Non possiamo mandare a scuola i bimbi perchè  non abbiamo le condizioni igienico-sanitarie. Alcuni bimbi vanno a scuola, ma spesso le scuola rifiutano di iscrivere i nostri figli.

Facciamo lavori che gli italiani non vogliono fare, in condizioni peggiori. Alcuni di noi lavorano con contratto regolare, altri al nero, altri sono in cerca. Alcune persone hanno fatto dei corsi di specializzazione, anche se vivono in queste condizioni. E’  difficile trovare lavoro perchè  molti datori di lavoro chiedono la residenza all’anagrafe. Anche se viviamo a Pisa da tanti anni, anche se lavoriamo, anche se i nostri figli vanno a scuola, il Comune non ci da la la residenza perchè  viviamo nelle baracche.

Noi siamo persone che vogliamo integrarci, siamo persone intelligenti, con cultura, con tradizioni.

Il Sindaco di Pisa ha firmato una ordinanza per sgomberare i campi, senza soluzione, in stagione di inverno. Noi non possiamo lasciare la città  di Pisa, abbiamo lavoro, paghiamo i contributi, abbiamo anche alcuni figli malati. Ordinare uno sgombero in queste condizioni è inumano.

Il Sindaco dice che non ha la possibilità  di aiutarci. Sappiamo che l’ Unione Europea ha programmi e fondi per i cittadini Rom e che l’Italia non li usa, e che è stata multata per questo.
Chiediamo che il Sindaco non faccia sgomberi e che si trovi insieme una soluzione per vivere normalmente come gli altri italiani. Ci sono i modi per fare questo che non sono sgomberi (come l’auto recupero delle case abbandonate).

I Rom rumeni dei campi di Pisa

Pisa, 22 Dicembre 2008

Mostra di Rom e Sinti a Roma

roma13I Rom e Sinti del Municio IV di Roma vi invitano tutti i giorni alla Mostra di

- artigianato in rame, antiquariato, abiti usati, collezionismo, bigiotteria etc…
- esibizione del lavoro effettuato dai maestri ramai
- musica balcanica,
- mostra storico-documentaria sull popolo dei Rom, Sinti e Camminanti
- banchetti di libri e materiale informativo sul popolo dei Rom, Sinti e Camminanti. 
La Mostra si trova all’Area di Parcheggioo di Piazzale E. Flaiano (Zona Vigne Nuove).

 

Italia povera, politica senza lavoro

poveriL’Istat ha fotografato l’impoverimento italiano. Dati severi: il 5,2% delle famiglie ha difficoltà a comperare il cibo, il 10% a riscaldare la casa, il  32,9% delle famiglie non è in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 700 euro.  E’ salito dal 10,4% all’11,1% la quota di famiglie che nel corso del 2007 ha avuto momenti con insufficienti risorse per le spese mediche, mentre sale dal 16,8 al 16,9% il numero di famiglie che ha avuto difficoltà per l’acquisto di abiti necessari. Nel 2006 il 50% delle famiglie ha avuto un reddito inferiore a 1.924 euro al mese.

Quando parliamo di povertà spesso ci riferiamo alle povertà umanitarie, quelle che annegano tra diritti violati e soglie di civiltà bassissime, per le quali sono attive associazioni e una rete di operatori. Questa fotografia dell’Istat invece descrive un impoverimento economico del nostro Paese, in cui la soglia del benessere si è abbassata fino a livello dell’indigenza per un numero alto di famiglie.

Tuttavia sia nella povertà umanitaria e che in quella economica italiana ci sono dei fattori comuni. Mi riferisco alle politiche carenti sulla povertà, nonostante i tanti sforzi di cui alcuni lodevoli e meritori. Ma nell’uno e nell’altro caso manca un valore, secondo me. Il valore del lavoro quale fonte della dignità umana e senso della vita.  

Parlando coi Rom di lavoro ho incontrato molte difficoltà. Essi volevano convincere me che “i Rom non lavorano”, ”nessuno dà lavoro ai Rom”, “non conviene ai Rom lavorare”.
E’ stata una battaglia dura perchè essi prendevano le mie opposizioni, le mie proteste, anche la mia reazione risentita nei confronti delle loro resistenze, come una incomprensione della realtà. E’ così e non ci si può fare nulla.

Dall’altra parte molte istituzioni con cui parlo dicono la stessa cosa e mi invitano a desistere, a impegnarmi su altro.

Un giorno è successa una cosa anche un po’ comica.  Perchè a sostenere questa tesi è stato un agente di un apparato della Polizia che indaga sulla deliquenza e anche lui diceva che è inutile insistere, i nomadi non lavorano.  I ragazzi Rom annuivano ascoltandolo, come dire “te lo abbiamo detto che è così”. Allora ho perso il controllo, ho preso uno di loro per un braccio, l’ho strattonato davanti all’agente e gli ho detto: “Lo vede questo ragazzo, questo ragazzo domani va a rubare, lei però non lo arresta. Anzi, quando lo dovesse cogliere in flagrante gli dica ‘ah, già, tu sei quello che non puo lavorare’ oppure  si impegni affinchè abbia una fonte di guadagno”.

Poi ho parlato coi ragazzi, molto. Fino allo sfinimento, fino a che mi dicevano ‘basta, basta, abbiamo il mal di testa’ per mettergli dentro questa luce. Il lavoro”.  Volevo citargli qualcosa di fondamentale ma non volevo ricorrere necessariamente ai testi religiosi. Volevo qualcosa di laico, come dicono molti, volevo  avessero un approccio ancor più libero, più sacro, più alto…Che gli restassero dentro parole forti e pure. Ho fatto ricorso alla mia memoria.  E gli ho letto questa frase: “Voi lavorate per assecondare il ritmo della terra e l’anima della terra. Perchè oziare è estraniarsi dalle stagioni e uscire dal corso della vita”.  
I ragazzi hanno cercato un lavoro, lo hanno trovato, sono riusciti a sfondare  il muro della diffidenza, ora sono stanchi ma consapevoli. 

Anche per la povertà economica che investe l’Italia c’è un deficit di lavoro come valore di una nazione. La politica si è occupata del suo primato, dei suoi accrescimenti, di disfare e rifare partiti, nessuno si è più  impegnato per dare lavoro a tutti. Anche a quelli che non conosci, anche a quelli che non ti votano.

Una mamma nomade rapisce il suo bimbo, glielo avevano portato via

rom28Una mamma nomade ha fatto la sciagurata cosa di cercare di rapire il suo bambino dal centro in cui era ospitato per riprenderselo. Il bimbi ha tre anni, è stato tolto alla madre dal tribunale dei minori per incapacità educativa (il padre è sconosciuto).
E’ stato rapito ieri sera da un centro di accoglienza di Ripaberarda (Ascoli Piceno), ma è stato ritrovato poche ore dopo a Chiaravalle (Ancona). Le sue condizioni di salute sono buone. Per il sequestro i carabinieri hanno arrestato 4 persone. L’allarme è scattato poco dopo le 20, quando tre persone con il volto travisato e armate di coltello hanno fatto irruzione nella casa di accoglienza, strappando il bimbo con la forza alle operatrici in turno. Tutti arrestati.
Il bambino, M. A., è figlio di una nomade italiana originaria di Mazara del Vallo (Trapani), domiciliata con altri familiari a Chiaravalle. La donna è stata arrestata con l’accusa di sequestro di persona insieme a tre parenti suoi complici, che avrebbero materialmente rapito il bambino.
Sicuramente il Tribunale ha agito per il bene del bambino. Questo dobbiamo dirlo, non perchè le mamme nomadi siano tutte incapaci di amare i loro figli. Anzi, li amano moltissimo, e non sono affatto pronte a separarsi da loro. Sono capaci di tutto, come dimostra questo tragico episodio. Devo dire che se mi portassero via mio figlio con la forza farei di peggio, soprattutto se non sono malata o incapace ma solo povera.
La maggior parte delle mamme nomadi sono povere: povere di mezzi, di informazioni, di regole, di cure necessarie che mettono a dura prova e rischio la vita dei loro figli. Io le vedo, ci sto in mezzo e mi affanno a spiegare loro gli errori e le cose da fare. Ci vuole molta pazienza, sono persone da tanto tempo esiliate dalla civiltà e occorre un lavoro profondo. Ma non per questo si può pensare che i figli dei nomadi siano il serbatoio delle adozioni. O qualcosa di peggio. Non voglio giustificare nessuno nè cercare colpe, ma ci sono anche casi di bambini tolti con molte pretestuosità.
Penso che questo caso non ci debba far dire che la mamma nomade ha solo sbagliato e va punita, ma che occorre agire per rendere degna della maternità ogni donna. Anche quelle più in difficoltà. Che poi, vi assicuro, diventano mamme meravigliose. 

Italia, presidente della Camera propone cittadinanza e voto per gli studenti stranieri. Che ne pensate?

fini9La proposta è del presidente della Camera Gianfranco Fini.  Cittadinanza italiana per i “bambini stranieri che studiano nelle nostre scuole”. Diritto di voto amministrativo agli immigrati regolari. Fini, in un lungo intervento – che verrà pubblicato domenica prossima dal settimanale Metropoli – lancia la sua “sfida dell’integrazione” e traccia una nuova “road map” per le politiche migratorie.

“Immigrazione, ovviamente legale, può fare rima sia con integrazione sia, all’opposto, con emarginazione – scrive Fini – La prima parola designa un traguardo possibile. La seconda una piaga da curare. La prima prospettiva corrisponde a una grande sfida che le istituzioni e la società hanno il dovere, anzi l’obbligo, di vincere. La seconda è il risultato di una deriva o, peggio ancora, di una pseudocultura che può silenziosamente prevalere nell’inerzia, nella superficialità e, soprattutto, nella paura”.

Il presidente della Camera non ha dubbi: “La nostra società tra qualche decennio, forse tra meno di un decennio, forse già da ora – e non ce ne siamo ancora accorti – non sarà più la stessa. E non è difficile capire perché. Viviamo in un’epoca di imponenti migrazioni, non solo di persone, ma di idee e di capitali. Di capitali umani e culturali oltre che economici”. Per questo, dunque, “non possiamo rimanere fermi. Dobbiamo prevedere e guidare i processi sociali. E’ proprio questa la sfida dell’integrazione. L’alternativa? Non c’è. L’emarginazione non è un’alternativa: è una sconfitta. Una sconfitta per tutti, per gli italiani non meno che per gli immigrati: l’emarginazione porta con sé la discriminazione e, se diventa cronica e diffusa, è fattore di disgregazione sociale”.

Foggia, incendio in campo nomadi. Muore bimbo di tre anni

rom25Tragedia in un campo nomadi in località Arpinova, alla periferia di Foggia. Un bimbo di poco meno di tre anni è morto stasera carbonizzato nell’incendio che ha interessato una quindicina tra roulotte e case prefabbricate.

Il corpicino è stato trovato tra i resti della carcassa della roulotte di famiglia. L’incendio, secondo i primi accertamenti compiuti dalla polizia, sarebbe stato causato dal corto circuito di una stufetta. Le fiamme, su un fronte di circa venti metri, sono state spente dai vigili del fuoco i quali sono riusciti a evitare che il fuoco si propagasse al resto dell’accampamento nel quale vivono alcune centinaia di persone.

Sindaco di Roma vara la social card natalizia per i poveri

il sindaco Gianni Alemanno

il sindaco Gianni Alemanno

Bonus di spesa del valore di cento euro ai pensionati sociali e alle famiglie disagiate per l’acquisto di prodotti alimentari durante le feste natalizie e fino al 31 gennaio. Lo ha annunciato oggi  il sindaco Gianni Alemanno in Campidoglio nel presentare l’iniziativa «Roma con te», finanziata con 1 milione di euro dal Comune di Roma. Oggi il sindaco ha anche incontrato i sindacati e annunciato la stabilizzazione di 1300 precari comunali entro la fine dell’anno.

Il progetto coinvolgerà diecimila persone tra famiglie disagiate e anziani con più di di 65 anni e pensione annua inferiore ai 5.800 euro lordi. Dei 10mila buoni, una metà sarà distribuita agli uffici postali, gli altri 5mila buoni saranno consegnati direttamente alle famiglie da cinque diverse associazioni, tra cui Caritas e Comunità di S.Egidio.

Il voucher, suddiviso in 4 mini-bonus del valore di 25 euro, darà la possibilità di fare acquisti in alcuni supermercati della capitale convenzionati. Attivato anche un conto corrente che consentirà ai cittadini per contribuire all’iniziativa di una donazione libera. «Ci auguriamo che altre associazioni eroghino piccole risorse per aumentare il numero di buoni e aiutare chi ne ha bisogno», ha detto Alemanno.

 

Casilino 900, bruciata da un fulmine la casetta di legno

Mi ero espressa contro la “casetta dei sogni” del Casilino 900  non perchè non fosse una buona idea far costruire ai Rom abitazioni diverse dalle baracche e dalle roulotte. Ma perchè prima dei progetti partecipati mi pareva importante garantire la quotidianeità. E in alcune parti del campo ho visto cose inaccettabili non per quarant’anni, neppure un giorno. E allora pensavo che tutti uniti si dovesse chiedere documenti, legalizzazione, acqua, servizi, ritiro dei rifiuti e pulizia dei wc, poi la sanità e i controlli per i bambini. Quindi affrontare il futuro di questa popolazione “figlia di uno stesso Padre” ma dimenticata.

Dopo le casette, che porteranno finaziamenti ad alcuni. E di soldi ne sono caduti a pioggia. Ma dove? Non al Casilino 900. Pare che il Comune abbia 5 mila euro a Rom e che la Comunità europea abbia stanziato per l’Italia 695 milioni di euro. Vi pare giusto che gli zingari del Casilino 900 e i loro figli vivano nella completa indigenza? Da mezzo secolo? Ma non vi viene di dire a chi conviene? E costoro rifanno i progetti che fin qui non hanno cambiato la realtà dei Rom?

La battaglia è politica. La sinistra lì impera, con i club religiosi di alcune associazioni  e tutti gli altri son fascisti. Il Municipio è una morsa, il capo dei vigili si tiene stretti i documenti dei Rom e non li dà a nessuno, neppure alle famiglie in stato di emergenza. C’è una ragazzino di 11 anni del campo che giace in coma al Bambin Gesù. Pareva una caso di mucca pazza, ma hanno messo tutto a tacasacasilinocere. Nessun giornale ne ha parlato. 

Al Casilino 900 hanno arrestato dei ricettatori di denaro che trasferivano soldi nei Balcani. Somme ingenti, conti correnti. Certo conviene fare le casette e non guardare la realtà ma non è così che si aiutano i bambini. Però è così si conquistano finaziamenti, cattedre, incarichi e ruoli. 

Ho invocato il sindaco Gianni Alemanno di inserirmi nei comitati per i Rom. Alemanno in campagna elettorale non ha disdegnato di essere sostenuto dal mio giornale, Comincia l’Italia, gli dissi “mi fido di te”. Non gli ho chiesto nulla, solo di poter fare qualcosa di buono. La sinistra ha alzato un muro fino al cielo, pare che io abbia la deficienza di credere in Dio, di dire che infondo quel Gesù diceva buone cose e chiedere legalità, lavoro e integrazione per i giovani poveri. Hanno messo nel comitato dei Rom del Comune un prete arrestato per pedofilia.

Comunque la casetta è bruciata durante le piogge dei giorni scorsi. Mi dispiace, era carina, lunare. Pare si sia stato un fulmine. Il commento più divertente è stato quello di un tale che ha scritto ”Dio vede e provvede”. 

Austria, nuova legge azzera i bimbi mendicanti

rombam Dopo l’introduzione di una nuova disposizione, sono praticamente scomparsi dalle strade di Vienna i mendicanti bambini.  Il numero dei piccoli, provenienti in maggioranza da Slovacchia o Romania e sfruttati da bande che li mandano a chiedere la questua, soprattutto sotto Natale,  e’ sceso nei 6 mesi passati e ‘va verso zero’, dice la polizia.

Nel ‘07 c’erano a Vienna circa 100 piccoli mendicanti. Il calo e’dovuto a una disposizione in vigore dal 4/6 che punisce gli sfruttatori.